Compiti sì o no in estate? Una riflessione per genitori e insegnanti

Compiti sì o no in estate? Forse stiamo facendo la domanda sbagliata

Ogni estate torna puntuale.

Appena finiscono le scuole, genitori e insegnanti si dividono in due squadre ben precise.

Da una parte chi sostiene che i compiti estivi siano indispensabili per non perdere tutto ciò che è stato appreso durante l'anno.

Dall'altra chi li considera inutili, fonte di stress e spesso motivo di discussioni quotidiane.

E così, anno dopo anno, continuiamo a porci la stessa domanda:

"Compiti sì o no?"

Ma se il problema fosse un altro?

Negli anni in cui ho lavorato a scuola e nei percorsi che seguo oggi con bambini, ragazzi, famiglie e studenti con DSA, ADHD o altre difficoltà di apprendimento, mi sono resa conto di una cosa.

Molto spesso ci concentriamo sullo strumento e dimentichiamo l'obiettivo.

L'obiettivo non è completare una scheda.

Non è finire un quaderno delle vacanze.

Non è riempire le giornate con esercizi.

L'obiettivo è continuare ad allenare le competenze.

Perché leggere, scrivere, pianificare, ragionare, osservare, ricordare e risolvere problemi sono abilità che crescono attraverso l'uso quotidiano.

Ecco perché, quando si parla di estate, preferisco sostituire questa domanda con un'altra.

Non:

"Mio figlio farà i compiti?"

Ma:

"Mio figlio continuerà ad allenarsi?"

La differenza può sembrare piccola.

In realtà cambia completamente prospettiva.

Perché quando l'obiettivo diventa l'allenamento e non il compito, iniziano ad apparire possibilità che spesso non consideriamo nemmeno.

Attività semplici.

Esperienze reali.

Giochi.

Situazioni quotidiane.

Momenti che permettono di mantenere attive le competenze scolastiche senza trasformare l'estate nell'ennesima battaglia tra adulti e bambini.

Ed è proprio da qui che vorrei partire.

Perché il dibattito "compiti sì o no" rischia di essere fuorviante

Quando si parla di compiti estivi, spesso il confronto si riduce a due posizioni opposte.

C'è chi pensa:

"Se non fa nulla per tre mesi, a settembre avrà dimenticato tutto."

E chi invece sostiene:

"Ha lavorato tutto l'anno. Ha bisogno di riposarsi."

In realtà entrambe le osservazioni contengono una parte di verità.

Sì, i bambini hanno bisogno di riposo.

Ma è anche vero che alcune abilità, se non vengono utilizzate per molto tempo, tendono ad arrugginirsi.

Pensiamo alla lettura.

Un bambino che legge ogni giorno, anche solo per dieci minuti, continua ad allenare velocità, correttezza, comprensione e vocabolario.

Un bambino che per due mesi non apre mai un libro potrebbe ritrovarsi a settembre un po' più lento e meno sicuro.

Lo stesso vale per il calcolo, per l'organizzazione del materiale, per l'attenzione, per la capacità di pianificare e persino per alcune abilità linguistiche.

Il problema, però, non è l'allenamento.

Il problema nasce quando l'allenamento viene percepito come un obbligo senza significato.

Quando il bambino si trova davanti a pagine da completare solo perché "bisogna farle".

Quando l'obiettivo diventa finire il compito e non imparare qualcosa.

Quando ogni mattina si ripete la stessa scena:

"Hai fatto i compiti?"

"No."

"Quando li fai?"

"Dopo."

"Dopo quando?"

E così via.

A quel punto non stiamo più allenando una competenza.

Stiamo semplicemente combattendo una battaglia.

E se c'è una cosa che ho imparato lavorando con bambini molto diversi tra loro, è che le competenze crescono molto più facilmente quando trovano spazio nella vita reale.

Per questo motivo preferisco chiedermi:

Come posso mantenere attive le abilità apprese durante l'anno senza trasformare l'estate in una scuola bis?

L'obiettivo non è fare compiti: è continuare ad allenarsi

Quando parlo di allenamento, molte persone immaginano subito schede, quaderni delle vacanze e pagine di esercizi.

In realtà allenarsi significa qualcosa di molto più semplice.

Significa continuare a utilizzare le proprie competenze in contesti diversi.

Per un adulto è normale.

Quando organizziamo una vacanza, leggiamo informazioni, facciamo calcoli, pianifichiamo spostamenti e prendiamo decisioni.

Nessuno definirebbe queste attività dei "compiti".

Eppure stiamo utilizzando continuamente abilità cognitive e scolastiche.

Lo stesso vale per i bambini.

L'estate offre infinite occasioni per leggere, scrivere, ragionare, osservare, organizzare e risolvere problemi senza dover necessariamente aprire un libro di esercizi.

Ecco alcune idee che possono trasformare momenti quotidiani in preziose occasioni di apprendimento.

1. Fare la spesa, preparare una lista e contare

Una delle attività più complete che possiamo proporre ai bambini è la spesa.

Preparare una lista significa:

  • scrivere parole;

  • organizzare informazioni;

  • categorizzare prodotti;

  • pianificare ciò che serve.

Durante la spesa si possono leggere etichette, confrontare prezzi, contare prodotti, fare piccole stime e prendere decisioni.

Per i bambini più grandi può diventare persino un esercizio di gestione del budget.

Per quelli più piccoli è un ottimo allenamento di attenzione, linguaggio e autonomia.

In altre parole: molto più di una semplice commissione.

Proprio per questo ho creato anche il materiale "Fare la Spesa", pensato per trasformare un'attività quotidiana in un'occasione di apprendimento.

Attraverso carrelli, prodotti, liste e attività pratiche, i bambini possono allenare lettura, vocabolario, categorizzazione, quantità e competenze matematiche in modo concreto e coinvolgente.

👉 Puoi scoprire il kit "Fare la Spesa" nello shop vanEducation e utilizzarlo sia durante l'estate sia durante l'anno scolastico.

2. Organizzare un itinerario di viaggio

State programmando una gita o una vacanza?

Coinvolgi tuo figlio.

Può cercare informazioni sui luoghi da visitare, osservare una mappa, stimare i tempi di percorrenza, scegliere le tappe e persino preparare una piccola presentazione per il resto della famiglia.

In un'unica attività si allenano:

  • ricerca di informazioni;

  • comprensione del testo;

  • orientamento spaziale;

  • pianificazione;

  • esposizione orale.

Competenze scolastiche e competenze di vita che raramente trovano spazio in una semplice scheda.

3. Guardare cartoni e serie TV in inglese

Molti bambini passano già del tempo davanti alla televisione.

Perché non trasformare parte di quel tempo in un'opportunità di apprendimento?

Cartoni animati, serie e film in lingua originale permettono di familiarizzare con nuovi suoni, parole ed espressioni.

Non serve comprendere tutto.

L'obiettivo è sviluppare ascolto, curiosità e confidenza con la lingua.

Anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza nel lungo periodo.

4. Preparare una ricetta

Cucinare insieme è una delle attività educative più sottovalutate.

Leggere una ricetta significa leggere istruzioni.

Pesare gli ingredienti significa utilizzare la matematica.

Seguire i passaggi richiede attenzione, memoria e pianificazione.

Inoltre c'è un vantaggio enorme:

alla fine si ottiene qualcosa di concreto e gratificante.

Per molti bambini questo è molto più motivante di qualsiasi esercizio sul quaderno.

Per molti bambini questo è molto più motivante di qualsiasi esercizio sul quaderno.

Proprio per questo motivo adoro proporre attività legate alla preparazione del cibo, soprattutto durante l'estate, quando si ha più tempo da trascorrere insieme.

Per rendere questa esperienza ancora più accessibile, ho creato anche il materiale "Come Preparare un Panino", pensato per guidare il bambino passo dopo passo nella realizzazione di una semplice preparazione.

Attraverso immagini, sequenze e attività pratiche, il bambino può allenare:

  • comprensione delle istruzioni;

  • organizzazione delle azioni;

  • autonomia;

  • attenzione ai dettagli;

  • pianificazione.

Competenze fondamentali sia a scuola sia nella vita quotidiana.

👉 Scopri il materiale "Come Preparare un Panino" nello shop vanEducation e trasforma una semplice merenda in un'occasione di apprendimento.

5. Giocare a giochi da tavolo e attività creative

Anche il gioco può diventare un potente strumento di allenamento.

Un buon gioco da tavolo permette di lavorare su attenzione, memoria, rispetto del turno, pianificazione, problem solving e flessibilità cognitiva.

Per questo motivo, durante l'anno e nei percorsi di potenziamento, utilizzo spesso giochi che i bambini amano particolarmente.

Uno dei più apprezzati è il Looking Chart, una proposta di ricerca visiva che allena attenzione, concentrazione, velocità di elaborazione e capacità di osservazione.

Molto richiesto è anche Color Action Words, un'attività che combina movimento, comprensione delle istruzioni e linguaggio, rendendo l'apprendimento dinamico e coinvolgente.

Un altro classico intramontabile è Scale e Serpenti, che permette di lavorare su attesa, tolleranza alla frustrazione, conteggio e rispetto delle regole.

La cosa più bella è che il bambino percepisce tutto questo come un gioco.

Non come un compito.

E spesso è proprio questa la differenza che permette alle competenze di continuare a crescere anche durante l'estate.

👉 Nello shop vanEducation trovi materiali e attività pensati per allenare attenzione, linguaggio e funzioni esecutive attraverso il gioco.

6. Completare libri e materiali creativi vanEducation

Durante l'estate può essere utile proporre anche attività più strutturate, purché siano brevi, chiare e motivanti.

Per questo i materiali creativi possono essere una buona alternativa ai classici compiti ripetitivi.

Un'attività come il puzzle di sillabe, ad esempio, permette di allenare lettura, discriminazione visiva, composizione di parole, attenzione e autocorrezione attraverso un formato più concreto e manipolativo.

Il bambino non sta semplicemente completando una pagina.

Sta costruendo, osservando, provando, correggendo e imparando.

Ed è proprio questo il punto: mantenere attive le competenze scolastiche, ma attraverso proposte più leggere, visive e coinvolgenti.

👉 Scopri i libri creativi e i materiali vanEducation nello shop e scegli quelli più adatti agli obiettivi di tuo figlio.

E se tuo figlio ha DSA, ADHD o autismo?

Quando si parla di compiti estivi, la situazione può diventare ancora più delicata per i bambini con DSA, ADHD, autismo o altre difficoltà di apprendimento.

Spesso durante l'anno scolastico questi studenti investono molte energie per stare al passo con le richieste della scuola.

Per questo motivo l'estate dovrebbe rappresentare un'opportunità per consolidare le competenze senza riproporre necessariamente le stesse modalità che, durante l'anno, possono aver generato fatica e frustrazione.

Anche in questi casi l'obiettivo rimane lo stesso:

mantenere attive le abilità, non riempire il tempo.

Attività pratiche, giochi strutturati, materiali visivi, esperienze quotidiane e percorsi graduali possono aiutare il bambino a continuare ad apprendere in modo più naturale e sostenibile.

Ogni bambino è diverso.

Per questo motivo non esiste una soluzione valida per tutti, ma esiste sempre una modalità che può rispettare i suoi bisogni, le sue caratteristiche e il suo livello di sviluppo.

Quindi: compiti sì o no?

Dopo tanti anni trascorsi tra scuola, potenziamento e percorsi educativi, la mia risposta è sempre la stessa.

Forse stiamo facendo la domanda sbagliata.

Perché il punto non è decidere se i compiti siano giusti o sbagliati.

Il punto è capire se ciò che proponiamo al bambino abbia davvero uno scopo.

Se lo aiuta a crescere.

Se mantiene vive le competenze che ha acquisito durante l'anno.

Se alimenta la curiosità invece della frustrazione.

L'estate non deve diventare una scuola bis.

Ma non deve nemmeno essere una lunga pausa dall'apprendimento.

Può essere qualcosa di diverso.

Un periodo in cui imparare attraverso il gioco, le esperienze, la creatività e la vita quotidiana.

Perché il cambiamento non accade.

Si costruisce.

Chi ha scritto questo articolo?

Ciao, sono Vanessa Grasso, fondatrice di vanEducation, terapista comportamentale e tutor specializzata nel supporto a studenti con DSA e ADHD.

Da 20 anni lavoro nel mondo dell'educazione e dell'apprendimento, affiancando bambini, ragazzi, famiglie e insegnanti attraverso materiali didattici, percorsi personalizzati e strategie basate sull'esperienza sul campo.

Credo che ogni bambino possa imparare, crescere e sviluppare nuove competenze quando trova strumenti adatti ai propri bisogni e un ambiente che valorizzi i suoi punti di forza.

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Grazie per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo articolo.

A presto,

Vanessa
🌻 vanEducation